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IL Libro

 

degli Ospiti

 

   

Ognuno di noi ha dentro di sé il potere di creare,

 di realizzare un sogno, di rendere più bello e colorato il mondo

                                                

 

 

 

....è il primo giorno del resto della mia vita....

Vorrei essere ricordata non come un'amica qualsiasi

conosciuta in un giorno speciale

ma....di un'amica speciale

conosciuta in un giorno qualsiasi.....

 

 

                                                                                                                                                                                                                     

 

  

 

                                                                                                                                                                                                                                                   

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    Supermechi
    June 20 9:35 PM
    Sono giunto qua seguendo il solstizio d'estate, fate maghi e orchi d'orati sono pronti....
    Il lungo giorno ha da iniziare.... ma le oscurità non temono a scomparire!
  • View space
    Mikele
    May 28 9:23 PM
    scusami sono finito sul tuo space per sbaglio spero tu possa perdonare l'nvadenza....
    cmq bello space simile al mio mondo.......a parte questo ne approfitto per farti i miei complimenti ....
    ciaooo

♥₣ẫtadella₣antaѕіа♥racconta ancora.....

Lontano, molto lontano, da qualche parte al centro della galassia e a quattromila anni nel futuro, c'è un mondo con un grande sole rosso e quattro lune. Volete venire laggiù a giocare con me?
Updated 3/28/2007
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JoN

June 24

Le Streghe di San Giovanni-Parte seconda-

 

                     

Video

 

clic                        

EsperanzayDeseo-1.jpg picture by lindasombrita

 

Le Streghe di Benevento

 

        Le noci di San Giovanni Clicca per vedere la foto
"... unguento unguento
mandame alla noce de Benevento
supra acqua et supra vento
et supra omne maltempo ".
Il noce è l’albero attorno al quale si riuniscono a convegno

le streghe nella notte di San Giovanni.

E’ proprio in questa notte che si devono raccogliere

dall’albero le noci, dette appunto di San Giovanni,

per la preparazione del nocino, il liquore ottenuto

dall’ infusione delle noci ancora immature nell’alcol

per qualche settimana, assieme a qualche aroma

come la cannella e i chiodi di garofano.
Il culto del noce come "albero delle streghe" è di origine druidica.
L’albero del noce era considerato sacro

 per le streghe ma non per i contadini

che lo piantavano a distanza dagli altri alberi da frutto

perchè era radicata la credenza

che questo albero ermafrodita,

che puo’ raggiungere anche i 300 anni di età,

 fosse velenoso e che la sua influenza negativa

contagiasse il terreno su cui poggiava.
Da qui l’usanza di piantarlo a distanza dagli altri alberi dell’orto.

Torna alla pagina iniziale della sezione Mito e Storia 
   La leggenda del noceClicca per vedere la foto

La leggenda del noce di Benevento risale al VII sec. d.C.
Si narra che i Longobardi, pur essendo stati convertiti al cristianesimo,

 continuavano a conservare delle usanze pagane e ad adorare idoli

che facevano parte del loro bagaglio di tradizioni ataviche.
In particolare si racconta che adorassero la Vipera,

sia in forma di idolo d'oro, che serbavano nelle proprie abitazioni,

 sia appendendo un serpente morto ad un albero:

 in questo caso, i Longobardi passavano sotto il serpente morto

e gli toccavano la testa come segno di deferenza.
Secondo alcuni la Vipera che essi adoravano,

aveva due teste, secondo altri era alata.
Sicuramente il culto pagano dei barbari si innestava

sul culto di Iside, già presente a Benevento dove sorgeva

 un tempio dedicato alla dea egizia. Iside, infatti,

era una divinità in grado di controllare i serpenti.
A quanto sembra, i Longobardi appendevano la pelle di un animale

 ai rami del noce e poi, in groppa ai cavalli con la parte anteriore

del corpo rivolto verso la coda dell'animale, cavalcando velocemente,

 in una specie di "quintana", dovevano strappare

con un'arma dei brandelli della pelle appesa all'albero,

tessuti organici che essi poi mangiavano.
L'ubicazione del noce di Benevento è controversa.

Secondo alcuni, esso nasceva sulle "ripe delle ghianare",

 lungo il corso del fiume Sabato. Secondo altri esso

si trovava nello Stretto di Barba, secondo

altri ancora in una località chiamata "Voto"

(poiché i Longobardi sotto il noce facevano dei voti o li scioglievano).
Il noce fu fatto tagliare da san Barbato. Si narra tuttavia

che l'albero, anche se tagliato, sia rispuntato più volte nello stesso luogo. Clicca per vedere la foto

 

leggi

clic

Cartina tratta dal De Nuce Maga di Pietro Piperno

Ma se le streghe, quelle che volano

a cavallo di scope o animali, albergano solo nella fantasia,

a Benevento dal 1860 una Strega

con la “S” maiuscola esiste e costituisce

un prodotto di eccellenza dell’enogastronomia sannita.
Fu in quell’anno, infatti, che Giuseppe Alberti

decise di creare una fabbrica di liquori.

Consapevole del fascino e dell’interesse popolare

 che ruotava intorno alla leggenda, mise in relazione

 la nascita del suo liquore al mito popolare,

secondo cui esisteva un filtro d’amore preparato

dalle streghe per unire per sempre le coppie.
Questa è la genesi del liquore Strega,

 la cui fama è tutt’oggi legata alla leggenda

e conserva un fascino sempre attuale.

La ricetta del “distillato di erba e magia”,

 come recita uno slogan del liquore,

non a caso è segreta e viene tramandata

da generazioni nella famiglia Alberti.
La distillazione coinvolge più di 50 erbe

 provenienti da varie parti del mondo:

erbe sannite (menta selvatica),

 erbe mediterranee (lavanda, ginepro, corteccia d’arancio)

 e spezie esotiche orientali (cannella, pepe di Jamaica, chiodi di garofano,

 zafferano che ne dà il caratteristico colore giallo).
Mentre se le fasi di produzione

sono conosciute poiché comuni

 alla maggior parte dei liquori,

ciò che è ignoto, e che rende la ricetta unica,

 è il dosaggio delle singole erbe.

 

 
Clicca per vedere la foto
porta s.giovanni
Porta San Giovanni a Roma

La notte di San Giovanni, a Roma,

fino al 1872 (anno in cui la festa fu soppressa dal governo italiano),

 dopo l'Ave Maria veniva sparato un colpo di cannone

che dava inizio ai festeggiamenti. Chi voleva

si metteva in attesa del passaggio delle streghe,

sedendosi, con il mento appoggiato ad un bastone doppio,

 con lo sguardo rivolto alla Santa Croce,

 scrutando il cielo. Anche nelle notti più nuvolose,

 il buon vino dei Castelli romani faceva il più del lavoro,

permettendo a tutti di avvistare streghe e fantasmi

delle grandi malvagie eroine capitoline,

come Lucrezia Borgia, la papessa Giovanna

e la famigerata donna Olimpia,

 patrona dei corrotti e dei corruttori.

Quella sera poi, ci si trovava nelle osterie

 per mangiare tutti insieme le lumache,

in modo da scongiurare futuri litigi ed appianare

insieme vecchie scaramucce. Le lumache inoltre,

in quanto animaletti cornuti, se mangiate in abbondanza,

 scongiuravano anche il pericolo di essere traditi

propri amati. Il tutto si risolveva poi

nella generale allegria e fraternità, all'insegna

dei brindisi e della buona cucina.Clicca per vedere la foto

Si riteneva che i quattro cornini delle lumache potessero essere fonte di discordia e quindi correva l’obbligo di nasconderli nello stomaco per bloccare tale rovinosa opportunità e poiché il piatto di lumache è piuttosto pesante accompagnarlo, per migliorarne la digeribilità, con un buon bicchiere di vino bianco, frizzantino e fresco è l’ideale.

 

Fuochi sulle montagne d’EuropaClicca per vedere la foto

Il fascino della festa patronale dedicata a S. Giovanni

risiede ancora oggi nei fuochi che si accendevano

(e da qualche parte tuttora si accendono), facendo ardere

 mucchietti di resina, per andare poi a osservarli da lontano, la sera.
A Firenze, sui tetti delle basiliche venivano posti

dei pentoloni di terracotta, pieni di grasso,

 che producevano dei magnifici fuochi che era possibile vedere da lontano.

Nei campi venivano accesi dei focolari propiziatori,

per allontanare il maligno e proteggere i campi.
Le fiamme erano tenute in vita fino all'alba, momento

in cui si spegnevano per lasciar spazio al più importante dei fuochi:

il sole. E si credeva che la ragazza che, guardando

il sole all'alba, vi avesse visto la testa decapitata di San Giovanni,

si sarebbe sposata entro l'anno. Addirittura in Sardegna

si ritiene che il sole all'alba saltelli tre volte

 prima di innalzarsi in cielo, come la testa di Giovanni Battista decapitato.

Ruote di fuocoClicca per vedere la foto

Per alcuni la festa di S. Giovanni sarebbe la trasformazione

di un antico culto solare (un riferimento preciso è reperibile nella festa romana

del 24 giugno indicata come “solstitium” o “campas”),

che rivela quindi radici profonde nella tradizione rituale precristiana.

 Un esempio del culto solare in ambito agricolo è rappresentato

 dal tradizionale gioco delle “ruzzole” praticato nell’Appennino modenese

 (ma attestato con piccole varianti anche in altre aree).

 Questa tradizione, che qualcuno vuole celtica e qualcun altro pre-celtica,

ha trovato la sua massima espressione nel lancio di grandi ruote

 di legno accese e non di rado inghirlandate.
Il lancio delle ruote infuocate è ancora vivo

 con le “cìdulis” delle Alpi orientali del Friuli; normalmente,

 prima di lanciare la sua “cìdule”,

il lanciatore grida «vòdi cheste cìdule onor di...» (dedico questa ruota di fuoco in onore a...)

 e accompagna l’esclamazione con il nome del santo festeggiato

 (il rituale, rifiorito in tempi recenti, si può ripetere

 anche in occasione dell‘Epifania e di vari santi patroni locali).

Queste ruote avvolte di paglia e incendiate, di cui si trova esempio

 anche in altre aree europee e spesso collegate al falò rituale,

 sono state interpretate come tentativi di ricostruzione simbolica del ciclo solare.

Le erbe di San Giovanni:


ARTEMISIA

RUTA

AGLIO

IPERICO

iperico (scacciadiavoli anti malocchio.

I suoi petali rossi erano ritenuti pregni del sangue del santo),

 aglio pianta che protegge dalle creature malefiche.

 ( Il nome sanscrito dell'aglio significa i

nfatti "uccisore di mostri"), artemisia

 (assenzio volgare consacrata a Diana-Artemide)

la verbena ( simbolo di pace e prosperità)

e la ruta detta anche "erba allegra", perché

è un'efficace talismano contro il maligno).

leggi anche

Clicca per vedere la foto*°Streghe e Filosofia Wicca  Clicca per vedere la foto
     

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Notizie e immagini dal web

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le Streghe di San Giovanni -Parte prima-

 

                     

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EsperanzayDeseo-1.jpg picture by lindasombrita

 

Le streghe di S. Giovanni Clicca per vedere la foto

Dipinto di B. Luini.
"Salomè riceve la testa di Giovanni Battista"

Il 24 giugno è anche il giorno in cui, secondo le tradizioni italiane,

le streghe si recano, in volo, verso il "Grande Noce di Benevento";

l'albero sul quale una dea lunare avrebbe sconfitto il diavolo, rimandandolo negli inferi.
Nel rispetto di questa credenza, si sono sviluppati molti rimedi

per evitare che le streghe si soffermassero,

 durante il loro lungo viaggio, in casa di qualche sventurato.

L'uso del rosmarino e dell'ulivo benedetto e di un barattolo di sale

e una scopa di saggina sull'uscio, erano ritenuti i più efficaci.

Le streghe infatti, prima di entrare in casa,

 erano costrette a contare i chicchi di sale e i ramoscelli della scopa,

 cosa che richiedeva così tanto tempo da non permetter loro

di finire prima della mezzanotte, momento

 in cui iniziava il giorno di San Giovanni, ed erano costrette a fuggire.
Chi, invece, in quella notte non poteva mettersi al riparo,

si proteggeva nascondendo sotto la camicia

le erbe di San Giovanni: iperico, aglio, artemisia e ruta.

 Il primo perché i suoi petali rossi erano ritenuti

 pregni del sangue del santo, il secondo perché

 è una pianta che protegge dalle creature malefiche

 (il nome sanscrito dell'aglio significa infatti "uccisore di mostri"),

 la terza perché è la pianta della dea Artemide e l'ultima,

detta anche "erba allegra", perché è un'efficace talismano contro il maligno.
La notte di San Giovanni, a Roma, fino al 1872

(anno in cui la festa fu soppressa dal governo italiano),

 dopo l'Ave Maria veniva sparato un colpo di cannone

che dava inizio ai festeggiamenti. Chi voleva si metteva

 in attesa del passaggio delle streghe, sedendosi,

con il mento appoggiato ad un bastone doppio,

con lo sguardo rivolto alla Santa Croce, scrutando il cielo.

 Anche nelle notti più nuvolose, il buon vino dei Castelli romani

faceva il più del lavoro, permettendo a tutti di avvistare

streghe e fantasmi delle grandi malvagie eroine capitoline,

 come Lucrezia Borgia, la papessa Giovanna

e la famigerata donna Olimpia, patrona dei corrotti e dei corruttori.
Quella sera poi, ci si trovava nelle osterie per mangiare

 tutti insieme le lumache, in modo da scongiurare futuri litigi

ed appianare insieme vecchie scaramucce.

Le lumache inoltre, in quanto animaletti cornuti,

 se mangiate in abbondanza, scongiuravano anche il pericolo

 di essere traditi dai propri amati. Il tutto si risolveva poi

nella generale allegria e fraternità, all'insegna dei brindisi e della buona cucina.

 

ornament.gif picture by lindasombrita

Le Streghe in ItaliaClicca per vedere la foto

Una credenza secolare, ovunque radicata in Italia, perpetuava

con rituali e superstizioni differenti la convinzione

che in questa nevralgica fase solstiziale dell’anno le streghe

o altre creature malefiche erano solite darsi convegno

nella notte tra il 23 ed il 24 giugno.

L’antica trattatistica sulla stregoneria ed anche il sapere popolare

conveniva che queste donne oscure dotate di poteri demoniaci

 si dessero appuntamento attorno ad un antichissimo albero di noce

nei pressi di Benevento. Ed esattamente con i frutti di questi alberi stregati,

 colti ancora verdi e madidi di rugiada nella notte di San Giovanni,

si preparava il nocino, liquore considerato terapeutico,

 o anche il vino “nociato” e “nocellato”.
La tradizione marchigiana in questa notte di passaggio,

carica di arcane presenze inquietanti, immagina la figura di un folletto,

 talvolta maligno ma anche più bonariamente dispettoso,

nominato “sprevengolo” (o anche “sprovincolo” o “sprovengolo”.

 Vestito di un cappello rosso e calzate con scarpine

guarda caso a guscio di noce, si presenta specialmente

quando si ha mangiato troppo, ed infatti spesso

è quasi sinonimo di indigestione. Contro le creature malefiche

 di questa notte magica il sapere popolare suggerisce un po’

ovunque l’impiego dell’aglio, ed un proverbio contadino

suggerisce infatti “Per san Giovanni si sveglion le cipolle e gli agli”.

 Molte altre erbe si raccolgono nella notte della vigilia di San Giovanni,

con la convinzione che abbiano particolari poteri benefici e terapeutici

 grazie all’intercessione salvifica del santo: con queste “misticanze”

raccolte si preparava un’acqua “magica”, da impiegare

per abluzioni reputate assolutamente rigeneranti e curative.
Sempre riguardo alle erbe “magiche” di San Giovanni,

un’altra usanza contadina ricorrente consisteva nel raccogliere

 la rugiada stillata in questa notte dei miracoli,

che veniva poi aspersa sul corpo con la convinzione

che facesse crescere i capelli, favorisse la fecondità,

curasse la pelle ed allontanasse le malattie.

Una diffusa credenza nelle campagne attribuiva pertanto

alla data di San Giovanni

 particolari proprietà soprannaturali, come anche divinatorie.
Pietanze caratteristiche invece della ricorrenza

di San Giovanni sono le lumache, il cui consumo

in questi giorni onora antiche tradizioni di carattere

 ugualmente salvifico e propiziatorio, dovute

 alle suggestioni simboliche associate a questo animale

                                 

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        San Giovanni in MarignanoClicca per vedere la foto 

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La Notte delle Streghe è una grande festa popolare,

 che sa rinnovare di anno in anno emozioni e suggestioni,

 in una sorta di rito collettivo con cui simbolicamente

 si inaugura l’estate di San Giovanni in Marignano.

Una vera e propria alchimia che unisce

 le credenze più antiche e suggestive della notte di San Giovanni,

 con la tradizione popolare locale

e con il gusto contemporaneo

dello stare insieme e dello spettacoloClicca per vedere la foto

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segue....

EsperanzayDeseo-2.jpg picture by lindasombrita

June 21

Solstizio d'estate tra tradizioni e magie

  • Enya - Flora's Secret

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